Eventualmente chiamiamo noi
| Magdi Allam incontra gli elettori |
Ferragosto veloce su una panoramica lunga.
Aghi di pino capitati nelle maniche e in tasca, misti al fastidio asciutto per le feste comandate.
Che se parliamo di feste ,il comandare, va bene sempre per tutti.
Piove miseria, avessi trovato uno con la saracinesca aperta e il sorriso gentile, insieme.
Le ruote spolverano la strada, col mio casco che si riempie di buoni pensieri e cattive abitudini.
E di sinceri propositi che non manterrò e che son sinceri proprio per quello.
Chiavi nella toppa, scarpe lanciate vicino agli specchi dell'ingresso.
Accendo il pc, quei gesti involontari. Come vivere e pensare.
Spulcio i giornali come libri prestati, abitudini da lettrice compulsiva, fino al vicino di pixel,
inquilino della rete di fianco.
E siccome il destino è sempre più cinico che baro ho in sottofondo la Zanzara.
E la voce nasale di Borghezio.
Che quando senti di vesti stracciate, di anatemi vari vuoi sempre vedere a chi stringere la mano.
E non ho manco capito quale sia la novità.
